Shareholder engagement e value co-creation: le società che dialogano costantemente con i propri azionisti hanno anche i risultati migliori (in assemblea)

Posted on 18 ottobre 2018

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È stato pubblicato sulla rivista Sinergie – Italian Journal of Management l’articolo “Shareholder engagement e co-creation. Un’analisi su un campione di imprese quotate”, scritto a sei mani dal Prof. Salvatore Esposito De Falco (la Sapienza), Nicola Cucari (Università di Salerno) e Sergio Carbonara (Frontis Governance), Best Paper Award alla Sinergie-SIMA Conference del 2017.

Attraverso l’analisi del voto degli investitori istituzionali alle assemblee ordinarie tenute nel triennio 2014-2016, lo studio prova come le società che avviano un dialogo continuo con i propri azionisti (e non solo in vista dell’assemblea) creino le premesse per un governo condiviso ed un ampio consenso in assemblea.

L’analisi prende in considerazione un campione di 42 società quotate italiane, rappresentativo sia della composizione del listino (in particolare per capitalizzazione e struttura azionaria) che delle pratiche di engagement. Il campione è stato suddiviso in tre categorie:

  • 21 società che non hanno effettuato alcuna attività di engagement con gli investitori istituzionali o i loro proxyadvisors nel periodo di riferimento;
  • 11 società che hanno svolto attività di engagement esclusivamente a ridosso dell’assemblea, chiaramente finalizzata ad ottenere un voto favorevole su determinate proposte;
  • 10 società che hanno intrapreso attività e/o adottato una politica di dialogo continuo con gli investitori (generalmente in più occasioni, a partire da settembre/ottobre fino alla pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea), e quindi non finalizzato esclusivamente all’approvazione delle proposte assembleari ma volto a migliorare le pratiche di governance.

L’analisi è partita dal voto degli investitori istituzionali su tutte le risoluzioni sottoposte all’assemblea ordinaria, evidenziando come le società che effettuano un qualche tipo di engagement (sia a ridosso dell’assemblea che in maniera continuativa) ottengano tassi di approvazione mediamente più elevati e costantemente in crescita nel periodo considerato.

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Lo studio si è poi concentrato sul voto sulle politiche di remunerazione, argomento particolarmente controverso e su cui si concentra la maggior parte delle attività di engagement effettuate a ridosso dell’assemblea. In questo caso, le società che dialogano in maniera continuativa con i propri azionisti non solo ottengono i più elevati tassi di approvazione, ma sono anche le sole in cui il consenso è costantemente in aumento. Di contro, le società che non effettuano alcun tipo di engagement e quelle che si attivano solo a ridosso dell’assemblea (senza quindi che tale attività possa influire sulle politiche proposte) mostrano un andamento altalenante del consenso. Le società che si attivano solo in prossimità dell’assemblea hanno addirittura riportato il livello di dissenso medio più elevato sia nel 2015 che nel 2016.

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Lo studio dimostra quindi quanto sia importante dialogare apertamente con i propri azionisti, non solo per chiarire proposte assembleari e politiche di remunerazione già definite dal management e dal Board, ma per definire delle pratiche condivise, che possano garantire condizioni di governo ottimali ed un reale allineamento di interessi nel lungo periodo.

 

L’articolo completo è disponibile qui

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