ECGS e Frontis Governance chiedono ad UniCredit di recuperare la maxi-liquidazione delll’ex-A.D. Profumo

Posted on 6 marzo 2012

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Il 27 gennaio scorso, Frontis Governance, proxy advisory firm indipendente italiana, ed ECGS, network internazionale di proxy advisors, hanno richiesto al Presidente ed all’Amministratore Delegato di UniCredit di recuperare il compenso in eccesso corrisposto ad Alessandro Profumo al momento delle sue dimissioni,  stimato in oltre 27 milioni di euro. La liquidazione di 36,5 milioni riconosciuta all’ex Amministratore Delegato non è ritenuta dai proxy advisor giustificata dai risultati raggiunti dalla Banca, né in linea con le best practice internazionali o con le raccomandazioni dei regolatori europei. Inoltre, tale pagamento contraddiceva le stesse politiche di remunerazione del Gruppo UniCredit del 2010, che prevedevano una “buonuscita” pari a tre annualità di stipendio base.

Applicando quanto previsto dalle raccomandazioni dell’Unione Europea e del Financial Stability Board del 2009, la liquidazione complessiva per Alessandro Profumo avrebbe dovuto essere pari a €7.346.000 (ovvero due annualità di stipendio fisso).

L’ex-A.D. di UniCredit dovrebbe quindi restituire alla Banca un ammontare pari alla differenza tra i €36,5 milioni ricevuti come “incentivo all’esodo” ed i €7.346.000 che effettivamente gli sarebbero spettati, al netto delle tasse già pagate sull’importo originario e dei due milioni di euro devoluti in beneficienza al momento delle dimissioni. Ovviamente, la definizione del corretto ammontare da richiedere è rimesso al Comitato preposto all’interno del Consiglio di Amministrazione di UniCredit.

La richiesta di restituzione dell’ammontare in eccesso rappresenterebbe un’azione forte da parte della Banca, che le consentirebbe di riconquistare la fiducia dei propri azionisti su un tema così delicato quale le retribuzioni del management.

Il 16 febbraio i partner di ECGS hanno ricevuto la risposta formale da parte del Presidente e del Responsabile Risorse Umane di UniCredit: nulla è stato aggiunto a quanto già comunicato all’Assemblea dei soci dell’aprile 2011, sottolineando che quanto corrisposto era in linea con le previsioni normative e contrattuali. Dato che la richiesta dei proxy advisor non contestava la regolarità legale della buonuscita di Profumo, la risposta appare come inadeguata. È chiaro che la cifra finale è risultata da un accordo tra il CdA e l’ex-A.D. e per tale motivo i partner di ECGS ritengono che gli azionisti non possano accettare una politica di remunerazioni che consenta tali pratiche. Inoltre, il punto 12 dei principi in tema di remunerazioni emanati il 25 settembre 2009 dal Financial Stabiliy Board (FSB Principles for Sound Compensation Practices) afferma: “i corrispettivi contrattuali esistenti in caso di risoluzione del contratto devono essere ri-esaminati […];  nel futuro, ciascun corrispettivo di tale natura dovrà essere collegato alle performance realizzate e definito in modo tale da evitare eventuali premi per il fallimento”. Quindi, anche nel caso in cui i €36,5 milioni di buonuscita fossero previsti dal contratto dell’Amministratore Delegato, si sarebbe dovuto procedere ad una revisione dello stesso sulla base dei nuovi principi.

L’attribuzione all’ex Amministratore Delegato di un così elevato compenso per l’uscita, se non venisse corretta, andrebbe ad intaccare anche la rilevanza delle politiche di remunerazione che saranno sottoposte al voto degli azionisti alla prossima Assemblea Ordinaria. Un’azione concreta da parte del Consiglio di Amministrazione potrebbe ristabilire la fiducia anche in tal senso, confortando gli investitori sulla effettiva applicazione delle politiche retributive votate.

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